venerdì 15 gennaio 2016

giovedì 14 gennaio 2016

GLI EGIZI: IL TRIBUNALE DEI MORTI

Gli antichi Egizi consideravano la vita dopo la morte come un premio per la buona condotta sulla terra.
Il Signore degli inferi era inizialmente il dio Anubi dalla testa di sciacallo.
Il ruolo di Anubi, che custodiva la bilancia destinata a pesare le anime dei morti, era quello di accompagnare il defunto nell'aldilà e presentarlo al tribunale degli dei che lo avrebbe interrogato..
Alla presenza di Osiride e di altre 42 divinità, su un piatto della bilancia veniva posto il cuore di colui che doveva essere giudicato, mentre sull'altro veniva messa una piuma, simbolo della dea Maat, la Giustizia.
Se il cuore risultava più pesante della piuma , l'anima del defunto era condannata a patire la fame o la sete.
In caso contrario, Anubi lasciava l'anima a Osiride che le permetteva di migrare nel regno celeste dei campi di Yar, dove il grano cresceva altissimo e l'esistenza era una versione gioiosa della vita sulla terra.


La dea Maat

Abbiamo messo in scena questa storia così affacinante:

Una antica egizia tutti i giorni porta da mangiare e da bere agli schiavi che costruiscono le piramidi nella Valle dei Re.
Cade dalla piramide e muore.
Il dio Anubi prende la sua anima e la traghetta nel tribunale degli dei
Il giudice supremo, Osiride, chiede agli altri dei di interrogare il defunto, che risponde alle loro domande
- Chi ti ha buttato giù dalla piramide?
- nessuno, sono inciampata.
- Quando sei caduta, sei morta all'istante o hai sofferto?
- sono morta subito
- quanti anni avevi?
- 29
- Eri una discendente del Faraone?
- no, ero una schiava
- Qual'era il tuo Dio preferito?
- nessuno
- Come ti chiamavi?
- Aket
- Avevi una vita felice o triste?
- un po' triste
- Hai mai fatto del male a qualcuno?
- sì, ho offeso un altro schiavo.





Anubi poggia il cuore su un piattino della bilancia

Il cuore è più pesante della piuma e così gli dei decidono di far patire la fame e la seta al defunto






ARTE: LABORATORIO PER CLASSI PARALLELE

PRENDENDO SPUNTO DA QUESTO LIBRO DI BERNARD FRIOT CI SIAMO CHIESTI:


"E SE I QUADRI POTESSERO PARLARE, CHE STORIA CI RACCONTEREBBERO?"

DOPO AVER SCELTO ALCUNI QUADRI CHE CI HANNO PARTICOLARMENTE ISPIRATO, ABBIAMO COMINCIATO A DAR VOCE ALLE LORO STORIE.

                                                           L'ISOLA ABBANDONATA
C'era una volta una ragazza di nome Lisa.
Lisa aveva 12 anni e abitava in un'isola dove c'era la casa di suo padre.
Un giorno il padre trovò lavoro in un'altra isola e la ragazza triste volle andare a casa della madre.
Andò dalla madre e chiese se poteva restare lì, la madre le rispose: "Certo, però quando avrai lavoro e abbastanza soldi per comprare una casa vivrai nella tua casa. Lisa era d'accordo."
Dopo un po', quando aveva 32 anni, trovò lavoro in un ristorante come cameriera, si sposò e, ristrutturata la casa, abitò con la sua famiglia per sempre nella casa di suo padre.

                                                                  NASOPIPONA
 Ciao, il mio nome è Nasopipona.
Quando ero piccolo i miei amici mi prendevano in giro e mi chiamavano naspi o pipona.
Io scappai e più avanti mi persi in un bosco spaventoso.
C'erano pesci volanti con coda da gatto, leoni che erano anfibi e deponevano uova, ragni parlanti e altri animali.
Dietro un albero vidi un vecchio con il cappello a punta e la giacca rossa, capii che non era un uomo ma uno stregone, gli chiesi perché mi trovavo in quella foresta e lui mi rispose così: "" Io grande stregone malvagio di questa foresta ho deciso di avere un alleato malvagio e tu saresti l genere di alleato che vorrei.
Scomparve all'istante e io caddi a terra, tutto era caldo e lo stregone malvagio mi portò con sé.
Io capii  che ero stato portato in un'altra era, mi trovavo in un'altra foresta dove scorsi una cascata magica.
Corsi e bevvi l'acqua, poi dell'acqua mi alzò in aria e mi portò a casa mia.
Da quel giorno il simbolo del malvagio stregone (la candela) si sciolse e si aggrappò come l'edera.

                                                                 IL BACIO D'ADDIO

Una signora andò in vacanza alle Bahamas, dove incontrò un signore di nome Peter.
Lui e la signora Gwen si innamorarono a prima vista.
Gwen chiese a Peter Parker di uscire insieme e lui accettò.
Andarono a bere qualcosa, Gwen si ubriacò e Peter per la notte la portò a casa sua.
Il giorno dopo Gwen dovette andare a casa a Bologna, così Peter la portò fino all'aeroporto e le diede il "bacio d'addio".
Lei si commosse e decise di sposarlo e di vivere insieme a lui.

                                                   

                                           LA TRISTE STORIA DELLA MIA FAMIGLIA

Ciao, io sono Martina, vivo alle Fiji.
Nel 3000 a. C. , vicino al Kansas, mio marito è morto in una guerra per il petrolio.
Prima che mio marito partisse per il kansas, avevamo fatto una figlia di nome Manola che è nata a Bankok, però è nata con una malattia molto rara, chiamata peste, quindi l'avevamo fatta bruciare nelle fiamme e dopo si trasformò in cenere e così la famiglia e i suoi amici erano salvi, però io e il padre Luca eravamo molto tristi perché Manola era morta ed era l'unica figlia che avevamo.

                                    L'AVVENTURA DELLA PICCOLA SPIGA DI GRANO
In una giornata di vento, in un campo, una piccola spiga di grano si staccò e volò via.
Dopo 2 giorni di volo la piccola spiga vide una casa e decise di entrare dalla finestra.
Si posò sopra il tavolo dove c'erano una caraffa e un cucchiaino.
La caraffa si fece avanti e disse: "Come ti chiami piccola spiga di grano?"
La spiga rispose: "In realtà io non ho un nome perché quando sono nata nel campo non esistevano i nomi."
Il cucchiaio disse:"Bè, possiamo darti noi un nome?"
La spiga rispose: "Sì, mi piacerebbe un nome."
La caraffa le diede un nome, cioè Meggy.
La piccola disse: "E voi come vi chiamate?"
I due amici sorrisero e la caraffa rispose alla domanda: "io mi chiamo Ceramica e invece lui si chiama Ferro."
E così la spiga Meggy dopo aver fatto questa avventura salutò Ceramica e Ferro e con un colpo di vento tornò a casa.

                                                                      L'ALIENO

Ciao, io sono Mikkho, un alieno.
Il 53 gennaio andai a visitare la terra , quando arrivai io e i miei amici notammo esseri strani.
Avevano peli sulla testa, due occhi e oggetti sui piedi: davvero strani!
In quel momento un esemplare umano prese un oggetto di metallo urlando parole strane che dicevano: "Andate via, invasori dello spazio."
Molti esseri si unirono a lui urlando e sparando in aria per mandarli via.
Ritornammo nell'astronave e dopo pochi secondi di velocità stellare tornammo nel nostro pianeta, Balabu.
Annunciammo al popolo quello che era successo e le forze armate dichiararono guerra al pianeta Terra. 

LA DONNA NUDA

 Ciao, io mi chiamo Atena.
No! Non mi guardare, il mio creatore mi ha creato nuda.
Sai, se vuoi, ti racconto come sono finita qua.
Un giorno ero a casa mia e stavo bevendo da un bicchiere d'oro. Poco dopo i soldati mi videro e mi portarono dal re e il re mi aveva scambiata per una ladra.
mi hanno sbattuta in cella e per immortalare il ricordo mi hanno dipinto.
Ed ecco come mi ritrovo a parlare con te.
Io sono arrabbiata perchè tutti i ladri che passano ridono di me.
Dopo avermi dipinto, dato che avevo i capelli rossi, mi scabiarono per una strega e feci una brutta fine, però dato che sono una divinità mio padre, infuriato, scatenò una tempesta sul villaggio.
Sta arrivando il guardiano del museo, non posso più parlare con te, devo rientrare nel quadro.

                                                                PROSCIUTTO MAN

 Una sera, un uomo di nome Paul, andò in cucina e vide tanto prosciutto, e pensando ai suoi amici che lo chiamavano "Prosciutto man" andò a dormire senza mangiare.
Nel bel mezzo della notte sognò così tanto il prosciutto che lo diventò anche lui.
La mattina seguente i suoi amici vennero a fargli visita, andarono in camera sua e videro un prosciutto con un occhio che gli venne incontro, e si spaventarono.
Gli amici dissero:"Scusa Paul, scusa Paul, se ti abbiamo chiamato Prosciutto man."
Paul ritornò come era prima e dopo tante scuse fecero una cena, di solo prosciutto!


                                                             IL VILLAGGIO MAGICO

C'era una volta, in un villaggio magico, un paese dove c'era un bosco in cui si trovava un grande castello con gli alberi a zig-zag che si chiamavano ZIG ZAG ZOL GOSY.
A mezzanotte, che in quel paese si chiamava RIGHITA, gli alberi cominciarono a parlare e a canticchiare.
Le colline avevano il colore dell'arcobaleno ed erano a strisce.
Il castello era stato stregato dalla figlia dello stregone per 2000 anni; la streghetta di nome Camille era fidanzata con Logan, il più grande ad immobilizzare le cose.
Al castello, dopo 5000 anni svanì l'incantesimo,dopo la vita riprese come prima e il padrone del castello era ritornato felice e contento.

                                                              BAMBINA TRISTE

Io abito in Germania.
Andai in città, passeggiando in un negozio di giocattoli vidi una bambola e un pupazzo.
Corsi a casa a cercare la mamma e le dissi:"Ho visto una bambola e un pupazzo al negozio di giocattoli, posso avere un po' di soldi?"
La mamma disse:"No!!!"
Corsi in camera mia a piangere sul letto.
Guardai nel mio portafoglio, ma non avevo niente, neanche una lira,.
Scappai in cantina per vedere nella borsa del nonno, trovai 25 euro per comprare la bambola e il pupazzo.
Lo comprai e mi resi conto che avevo sbagliato e piansi per un mese intero.

                                                             L'UOMO CHE DIPINGE
In una casa viveva un gentiluomo di nome Giacomo, che si ispirò all'arte.
Faceva molti quadri classici che rappresentavano:signori, oggetti di cucina.
Giacomo portava sempre con se' la sua valigia che conteneva tutti i suoi quadri che aveva fatto.
Una volta messi dentro li andava a vendere in un mercatino, per ricevere soldi per comprarsi un vestito che non si toglierà mai.
dopo tanti anni diventò famoso per i suoi quadri, così tutta la gente iniziò ad amarlo e rispettarlo.
Ancora oggi fa dipinti nella sua casa.

                                                               L'UOMO COLORATO...

Ad un uomo chiamato Stuart, dalla mattina alla sera, capitavano sempre le stesse cose.
Arrabbiandosi arrabbiandosi tutti i giorni, cambiò di volta in volta colore, andando in giro e facendosi vedere colorato diventò strano ma divertente.
Col passare del tempo andò su giornali e tv e diventò così detto "L'uomo colorato", e nei giorni non si faceva altro che parlarne.

mercoledì 13 gennaio 2016

IL DIRETTORE D'ORCHESTRA

Siccome durante il laboratorio di musica abbiamo dovuto provare a fare il direttore d'orchestra, abbiamo guardato tre bravissimi direttori all'opera, per capire meglio il loro ruolo:

DUDAMEL
https://www.youtube.com/watch?v=h8oEUVh9HWw

ABBADO
https://www.youtube.com/watch?v=tHIvK1tPjxk

BERNSTEIN
https://www.youtube.com/watch?v=ivvn04Zdxt4

LABORATORIO DI MUSICA

Siamo ormai arrivati al 5° incontro del percorso di musica di quest'anno.
Enrico ci ha proposto tante attività diverse:
- come una vera orchestra suoniamo un brano, "Il risveglio di Don Chisciotte"

alcuni suonano gli xilofoni

alcuni suonano i guiri


altri le percussioni o le piastre singole
- dopo aver inventato e scritto noi una partitura, con l'aiuto di un direttore d'orchestra, la suoniamo



Abbiamo scoperto che fare il direttore d'orchestra non è facile, nei prossimi giorni vedremo dei video di direttori famosi per capire meglio come riescono a farsi seguire dai musicisti!

- il coro: alla fine della lezione Enrico ci chiama tutti intorno al pianoforte e insieme ci esercitiamo a cantare le scale delle note e alcune canzoni come "Down by the river side" o "Go down Moses"



martedì 12 gennaio 2016

MUSEO DELLA COMUNICAZIONE

Oggi siamo andati a visitare questo museo interessantissimo   http://www.museopelagalli.com/index_IT_INIZIO.htm



 Abbiamo imparato che GUGLIELMO MARCONI è l'inventore della radio.
Il sig. Gianni ci ha chiesto CHE COS'E' SECONDO NOI LA RADIO:
- "E' una cosa che trasmette le notizie"

MA SE LA VOCE CHE SENTIAMO NON ARRIVA DA UN PICCOLO OMINO CHE SI TROVA LI' DENTRO, DA DOVE ARRIVA? Ecco le nostre idee:
-"Forse la registrano e poi mettono dei nastri dentro"
- "Attraverso dei fili"
- "Ci sono delle antenne che la trasmettono"
- "Grazie ai cavi elettrici"
- "Con i satelliti"

Gianni, invece, ci ha spiegato che la voce che esce dalla radio ha un mezzo di trasporto che si chiama ONDA RADIO.
L'ONDA RADIO viaggia alla velocità della luce, che è di 300.000 km al secondo.
L'onda radio è una energia invisibile che si propaga negli spazi circostanti alla velocità della luce.
Questa invenzione, che risale alla fine dell'1800, è alla base del funzionamento di tutti gli strumenti che oggi usiamo per comunicare.

E' stato bellissimo vedere in funzione strumenti così antichi e rivoluzionari!







  GIANNI, poi, ci ha raccontato anche la storia di Edison, che voleva registrare la voce della sua nonna per poterla risentire anche quando lei non ci sarebbe stata più.
Da questa sua invenzione sono poi nati tutti gli strumenti che ci hanno permesso di ascoltare la musica!







LA LETTERA DI RAMESSE

DOPO AVER PARTECIPATO AL LABORATORIO SULLA SCRITTURA NELL'ANTICHITA', CI SIAMO DIVERTITI INSIEME ALLA 4A A SCOPRIRE QUANTI EQUIVOCI POTEVANO NASCERE PER COLPA DEI GEROGLIFICI!

LA LETTERA DI RAMESSE 
adattata da Achille Campanile



Dolce era la sera sulle rive del sacro Nilo. I colori del tramonto indugiavano sulle acque, che si vedevano scintillare e tremolar fra le palme, dietro il tempio di Anubi. Si levò un sommesso canto di sacerdoti. Poi tutto tacque.
Ramesse passeggiava pensieroso. Qui 1' aveva vista la prima volta, qualche giorno prima e qui tornava ogni sera in amoroso pellegrinaggio, con la speranza d'incontrarla di nuovo e palesarle l'amor suo.
Ma la ragazza non s'era rivista.
"L'amo", diceva a se stesso il giovine egizio. Ma come farglielo sapere? Ecco, le scriverò una lettera".
Corse a casa, si fece portate un papiro e s'accinse a buttar giù la dichiarazione d'amore.
E si mise al lavoro pieno di buona volontà.



"Le dirò" fece: "Soave fanciulla...".
(E disegnò alla meno peggio una fanciulla cercando di darle un 'aria quanto più fosse possibile soave).

...dal primo istante in cui vi ho vista...
(Cercò di disegnare un occhio aperto e appassionato).

... il mio pensiero vola a voi...
(Come esprimere questo concetto poetico? Ecco: tracciò sul papiro un uccello).

...Se non siete insensibile ai miei dardi d'amore...
(E disegnò una freccia scagliata).

... trovatevi fra sette mesi...
(Sette piccole lune s'allinearono sul papiro).

...lì dove il sacro Nilo fa un gomito...
(Questo era molto facile: all'inamorato bastò tracciare un fiumicello a zig-zag).

..e precisamente vicino al tempio di Anubi...
(Anche questo era piuttosto facile, l'immagine del dio dal corpo d'uomo e dalla testa di cane essendo nota a tutti).

.. perché possa esternarvi i sensi di una rispettosa ammirazione...
(Disegnò se stesso che s' inginocchiava).

...Mi creda, con perfetta osservanza, eccetera, eccetera.



Terminata l'improba fatica il giovine e intraprendente egizio consegnò la lettera al servitore:"Portala alla figlia di Psammetico" disse. "E' urgente".


Dopo poco, la soave figlia di Psammetico decifrava i disegni non troppo riusciti del giovine Ramesse, dando ad essi la seguente interpretazione:


Detestabile zoppa...
...ho mangiato un uovo al tegamino...

...voi siete un'oca perfetta...

...ma, nel fisico, somigliate piuttosto a una lisca di pesce...

...Vi piglierò a sassate...

...Siete un ignobile vermiciattolo...

...e avete bisogno della protezione di Anubi...

("Mascalzone!" pensò la fanciulla. "Anubi è il protettore delle mummie!").
...Ora smetto perché debbo pulirmi le scarpe.

Saluti, eccetera, eccetera.



"Grandissimo vigliacco" strillò la ragazza. "Ora ti accomodo io!".Prese lo stilo e sotto la stessa lettera scrisse:


Se io sono un 'oca...
...ma non mai una mummia...

...lei è un bue...

...e io la prenderò a pugni.

Frase che ottenne disegnando con grande perizia un'oca, Anubi cancellato, un animale e un pugno chiuso.



Restituì la lettera al servitore di Ramesse, che tornò dal padrone.
Figurarsi la gioia di questi, quando credette di decifrare - sempre per la sua scarsa pratica di disegno - come segue i geroglifici della ragazza:



Anche il mio pensiero vola costantemente a voi...



...ma ritengo che non è prudente vedersi presso il tempio di Anubi;



...piuttosto; un buon posticino tranquillo credo si possa trovare nei paraggi del tempio del bue Api...



...dove vi concederò la mia mano.






Quattromila anni sono passati. Il papiro di Ramesse è stato tratto alla luce da un grande egittologo, il quale dopo due lustri di profondissimi studi è riuscito a ridare all'ammirazione degli uomini il brano di sublime poesia contenuto in esso.
Eccolo, nella traduzione integrale che ne ha fatto lo scienziato:



O Osiride che danzi stancamente

sul fiore del loto,

seguita dall'lbis, uccello a te sacro,

io t'offro la spiga del grano



e sette piccoli fagiuoli di fresco sgranati,



acciocché tu tenga lontano da me il serpente dell'invidia,


al sommo Anubi,

a cui mi prostro,

seguito anch'io dall'Ibis sacro,

sacrificando; un grasso vitello

che abbatterò di mio pugno.