giovedì 11 aprile 2024

I MESTIERI

 OGGI ABBIAMO LETTO UN ALTRO CAPITOLO DEL LIBRO "CAMILLA E IL PIRATA CARAVAGGIO" E COSI' ABBIAMO CONOSCIUTO UNA NUOVA OPERA D'ARTE, LA LATTAIA.


QUEST'OPERA CI HA FATTO PENSARE A SONIA DELLA GRANAROLO CHE IERI E' VENUTA IN CLASSE A FARCI FARE IL PRIMO SALE, LA RICOTTA E IL BURRO.

ESISTONO ALTRE OPERE D'ARTE CHE RAPPRESENTANO I MESTIERI, ECCONE ALCUNE:


Il rilievo degli scribi, conservato presso il Museo Archeologico nazionale di Firenze, è un rilievo giunto a noi dall’Antico Egitto. Esso raffigura alcuni scribi, ovvero coloro che scrivevano e tenevano la contabilità. Questi, attraverso il loro lavoro, hanno permesso di tramandare le conoscenze proprie e del loro popolo fino a noi, di generazione in generazione. Ogni scriba aveva come protettore Thot, dio della scrittura e della sapienza, ma anche della Luna, della matematica e della magia.


Artemisia, una delle più talentuose pittrici che la storia dell’arte abbia conosciuto.

L’opera Le tessitrici  fa parte della collezione della Galleria d’arte moderna (Museo dell’Ottocento) di Milano. Il dipinto, creato da Telemaco Signorini, parla di un’arte, quella della tessitura, che le donne hanno tramandato di generazione in generazione dall’antichità fino ad oggi.

Millet passò dieci anni a studiare il lavoro delle Spigolatrici (1857) e ne fece un ritratto che è diventato col tempo un simbolo dell’umile lavoro nei campi. 

Ballerina in verde (o Ballerina oscillante, 1877) è l’opera riconoscibile dell’artista francese Edgar Degas. Questa giovane fanciulla si sta esibendo su un palco, sicuramente davanti ad un amplio pubblico che ne segue i movimenti leggeri e precisi. L’arte del ballo è antica quanto l’umano stesso, un mestiere faticoso e impegnativo che regala emozioni a chiunque ne entri in contatto.

Viktor Efimovich Popkov è stato un artista russo del secolo scorso. In questa sua opera egli ha ritratto un gruppo di Elettricisti intenti a collegare dei fili della corrente. Sembrano quasi volare con le loro scale pericolanti. Un lavoro necessario, utile, ma anche molto pericoloso.

E per finire, dopo una lunga giornata di lavoro, del meritato riposo. L’autore dell’opera, intitolata proprio La siesta, è ben riconoscibile dato lo stile inconfondibile: si tratta di Vincent Van Gogh. L’uomo, che amava carpire il mondo che lo circondava nella sua semplicità, ha ritratto qui una donna e un uomo distesi sul fieno in parte appena tagliato (come esplicitano le due falci sulla destra), che si rilassano sotto il cielo azzurro dopo tanta fatica. Il quadro diffonde un incredibile senso di pace.


Infine, la fruttivendola...


*IMMAGINI E DIDASCALIE SONO STATE PRESE DAL SITO https://antigonart.wordpress.com/

E NOI DA GRANDI CHE LAVORO VOGLIAMO FARE? ECCO LE NOSTRE OPERE D'ARTE:














I LAVORI DELLE API OPERAIE

 

L’ape operaia non nasce con un compito ben preciso da svolgere per tutta la sua esistenza. In base alla sua età e alle esigenze dell’alveare può ricoprire diversi incarichi. 

Ape pulitrice: appena nata si occupa per i primi 3 giorni di pulire i favi e l’alveare. Suo compito sarà anche preparare le celle per la nuova covata, rivestendole di propoli. 

Ape nutrice: cura la nutrizione delle larve. In un primo momento provvede solo a quelle che possono essere alimentate con miele e polline, in quanto le ghiandole che producono la pappa reale non sono ancora sviluppate. Solo quando queste saranno operative l’ape potrà nutrire le larve più giovani e quelle deposte nelle celle reali. 

Ape ceraiola: una volta in funzione le ghiandole che le permettono di produrre la cera, la costruzione e riparazione dei favi sarà il suo unico compito.

Ape becchina: eliminare le api morte all’interno dell’alveare è fondamentale per mantenere alto il livello di igiene della colonia e questa è la sua mansione. Le api becchine hanno all’incirca 12,5 giorni di vita. 

Ape immagazzinatrice: riceve il nettare e il polline raccolto dalle compagne per poi riporlo all’interno dei favi. 

Ape guardiana: il suo obiettivo è difendere la famiglia dagli aggressori esterni e dalle api di altri alveari. 

Ape ventilatrice: questo incarico è svolto per tutto il tempo che l’ape trascorre all’interno dell’alveare, quindi fino al suo 21° giorno di vita. Ventilando, le api mantengono stabile la temperatura all’interno dell’alveare e permettono la deidratazione del nettare immagazzinato nei favi. 

Ape bottinatrice: dopo il 21° giorno di vita l’ape esce finalmente dall’alveare per occuparsi della raccolta di nettare, polline, propoli e acqua, tutte sostanze necessarie per la sopravvivenza dell’alveare. 

Tutti questi sono i compiti che svolge un’ape nell’arco della sua vita, anche se questa suddivisione non è così rigida. In base all’esigenza dell’alveare un’ape può ricoprire un ruolo piuttosto che un altro, anche se non corrispondente alla sua età. Per capire di cosa ha effettivamente bisogno la famiglia, infatti, le api svolgono dei continui giri di perlustrazione all’interno della colonia. In questo modo sanno sempre quali sono le necessità.




LE NUVOLE

 

OGGI IL CIELO CI HA ISPIRATI E COSI' CI SIAMO TRASFORMATI IN CACCIATORI DI NUVOLE.


DOPO AVER ASCOLTATO QUESTA STORIA SIA MO USCITI IN GIARDINO, ABBIAMO OSSERVATO IL CIELO E ABBIAMO "CATTURATO" SUI NOSTRI FOGLI LE FORME DELLE NUVOLE CHE ABBIAMO VISTO:





ECCO I NOSTRI DISEGNI:














IN CLASSE ABBIAMO LETTO E SCRITTO QUESTA POESIA

Le nuvole

Le nuvole sono fantasmi di uccelli
son lente ladrone dei giorni più belli.
Nascondono il sole, cancellano il blu
arrivano piano e non partono più.
Il vento le spinge, le strizza, le afferra
Son stracci del cielo da dare per terra.

Inventano viaggi volando a vapore
viaggiano gli occhi a guardarle per ore.
Ventagli leggeri alle noie d’estate
son bestie al galoppo, meringhe assonnate.
Mutanti figure di panna e velluto
le nuvole sono il mio cinema muto.

Chiara Carminati - Bruno Tognolini, Rime chiare e scure, Rizzoli

ABBIAMO CERCATO LE RIME BACIATE...
ABBIAMO CERCATO LE IMMAGINI CHE LA POESIA CI FA IMMAGINARE

 Le immagini rappresentano le metafore presenti nella poesia. Ricordi?
  Le metafore sono paragoni abbreviati, perché manca la parola come.

ABBIAMO ANCHE LETTO IL RACCONTO "DOVE NASCONO LE NUVOLE" DI MARIO LODI, CONTENUTO NEL LIBRO "IL CIELO CHE SI MUOVE"