martedì 16 maggio 2017

Non-sense e Limerik

Durante il laboratorio di italiano, lavorando a classi aperte, abbiamo letto alcuni non-sense e limerik e dopo averne osservato le caratteristiche e la struttura ci siamo divisi in gruppi e ne abbiamo inventati di nuovi.

PER RICORDARE:

Cosa sono i nonsense?
I nonsense sono filastrocche prive di logica, senza senso.
Perchè vengono scritti i nonsense?
Per stupire e divertire attraverso giochi di parole, rime e accostamenti assurdi.
Quali sono gli autori di nonsense che possiamo ricordare?
Toti Scialoja e Nico Orengo.
 Che cosa sono i limerick?
Sono un genere di nonsense che narrano storielle strampalate e assurde come se fossero le cose più normali del mondo.
Chi ha inventato il limerick?
Un poeta e pittore inglese vissuto nell’Ottocento: Edwar Lear.
Perchè queste poesie si chiamano limerick?
Perchè prendono il nome da un villaggio irlandese, in quanto Lear ha voluto riferirsi alle tradizioni popolari della propria terra.
 Cosa viene messo in risalto nei limerick?
La rima, il ritmo, i giochi di parole.
Perchè sono scritti i limerick?
Per divertimento.
 I Limerick hanno una struttura fissa?
Sì, infatti hanno:
  • cinque versi in rima tra loro
  • lo schema delle rime è AABBA
  • nel primo verso viene presentato il protagonista e spesso c’è un luogo geografico; nel secondo verso viene indicata una caratteristica o un’azione del personaggio; il terzo e il quarto verso servono a descrivere le conseguenze di quanto affermato nel secondo verso; il quinto verso ripete il primo, spesso con l’aggiunga di un aggettivo.
Vediamo un esempio:
C’era un vecchio di Lonato                                                                          
da una pulce orrendamente tormentato.
Quando disse: “La schiaccerò pure!”
gli portarono una scure.
Il che afflisse quel vecchio di Lonato.
Edward Lear
Ricordatevi quindi le regole per formare un limerick:
– il 1° verso presenta il protagonista –>
C’era un vecchio di Marsala
– il 2° verso indica una qualità o un’azione del protagonista –>
che comprò una camicia di gala
– il 3° e il 4° verso ci dicono che cosa fa il protagonista, dove, quando, oppure che cosa dicono gli altri  –>
ma gli dissero: «Di’, non ti riesce di somigliare un poco meno a un pesce
– il 5° verso si conclude con un epiteto, cioè un aggettivo o un sostantivo particolare, stravagante, riferito al protagonista  –>
o ossequioso vecchio di Marsala».
(E. Lear)
Nei nonsense le parole vengono scelte soprattutto in base alla rima e per fare divertire, creando accostamenti bizzarri e originali.
 Ci sono altri autori di limerick oltre a Lear?
Sì, ad esempio in Italia ricordiamo Gianni Rodari, che ha scritto dei limerick con regole meno rigide aggiungendo nel verso finale degli epiteti.
I limerick di Gianni Rodari come terminano?
Di solito con una buffa definizione dei personaggi che vengono descritti. Eccone un esempio:

Una dama vicentina
Una nobile dama vicentina
andò a comprare sei uova in Cina.
«Laggiù costano un soldo di meno!»
esclamava salendo sul treno
quella risparmievole dama vicentina.
(Gianni Rodari)

nonsense

La triglia di Camogli
sbadiglia sugli scogli.
La triglia di Zoagli
piange ancora i propri sbagli.
Nico Orengo


Frenando il triciclo
 mi chiede il tricheco
 sai dirmi da amico
 dov'è che mi reco?

Il polipo di Lavagna 
dopo un anno che si bagna
sogna un mese in campagna. 

Ecco i nostri nonsense:

L'asinello
L'asinello pazzerello
che fa un buco nel capello
va a passeggio con l'ombrello
con Luigi suo fratello
che indossa sempre un mantello
con nascosto il suo coltello
e vede un bidello
fuori dal castello
con un piccolo vitello
e gioca a torello 
mentre si dichiara con l'anello

L'aquila
L'aquila si prende una pila
intanto aspetta in fila
e nel frattempo si depila
l'aquila mangia la nutella 
sopra la frittella
dentro una cella
insieme a sua sorella
l'aquila vola con una signora 
e se la divora.

Tino and co.
Un nonno di nome Tino
aveva fatto crescere un albero di nome Pino.
La fidanzata di Tino
si chiamava Ciuchino
e il fratello di ciuchino era un saltellerino
che ogni giorno faceva il bagnino
per fare qualche bisognino.

La lucertola abbronzata
si mangia una crostata
e al mare non è arrivata
perchè nel traffico 
fu imbottigliata.

La chitarra scordata
un giorno si è innamorata
di un basso
un po' gradasso.

La balestra un po' maldestra
si mangiò una maestra
si buttò giù dalla finestra
mangiando una finestra.

Lo zio
Lo zio è venuto
dopo due giorni è svenuto.
Lo zio è molto amato
e per questo gli piace il cioccolato.
Lo zio se ne è andato
senza fare il bucato.

Il fiore
Il fiore è appassito
lo tocco con un dito
vado in Portorico
con la nave del mio amico.

L'astuccio ballerino
L'astuccio ballerino ha firmato un tortino
e lo mangia con un cucchiaino
che sapeva di biscottino.

L'elefante pazzerello
L'elefante pazzerello
colora con l'acquerello
e la sua opera d'arte
la porta su Marte.

La ciliegia tonda tonda
La ciliegia tonda tonda
galleggia sopra l'onda
ed il mare è così mosso
che si rompe pure un osso.

Un'oliva all'ascolana

Un'oliva all'ascolana
butta giù una melanzana
in un piatto fu servita
dentro una granita

La tonta ballerina
La tonta ballerina
fu colpita da una candelina
cadde come una gallina
che dormiva in cantina.

Il maialino
Il maialino tanto carino
si truccava nel suo camerino
si preparava per uno spettacolo
e poi successe un miracolo.
Si ritrovò su una montagna in Cina
per sbaglio inciampò e dalla cima giù cascò.

Il leone
Il leone calciò un pallone
e si ritrovò in un cartone,
nel cartone perse la vita
e così la storia è finita.

Lo scaffal pescfish
C'era un pescfish che si credeva uno scaffale
tanto che metteva dentro se' delle scale,
un giorno andò nella fiera della mongolfiera
e ci rimase da mattina a sera.

Orta la porta
Orta la porta era morta
perchè per lavorare si strappò l'aorta.

Anna la capanna
Anna la capanna aveva i capelli di panna
e si fumava una canna.
Lavorava in una porta
che era sempre morta.

La cipolla
La cipolla fu bruciata
e nel bidone fu gettata,
una cipolla si ruppe una gamba
e incominciò a suonare la banda,
una cipolla si rupe la testa
e tutto il paese andò in festa

La stella
Una stella
così bella
si mangiò una ciambella
con dentro una cartella.

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