lunedì 21 aprile 2025

USCITA DI EDUCAZIONE AMBIENTALE A MONTE GENNARO 20 MARZO 2025. STUDIO D'AMBIENTE: IL BOSCO

 OGGI ABBIAMO FATTO LA PRIMA USCITA DI EDUCAZIONE AMBIENTALE. 

CON LO SCUOLABUS SIAMO ARRIVATI AI PIEDI DEL MONTE GENNARO.

CI SIAMO FERMATI ED ERIKA, L'ESPERTA DEL PARCO, CI HA DATO UN TACCUINO PER SCRIVERE E DISEGNARE COSE SULLA NATURA, 

CI HA FATTO DISEGNARE DUE OVALI E DENTRO ABBIAMO INSERITO LE PAROLE: ORGANISMI VIVENTI E ORGANISMI NON VIVENTI, ALL'INTERNO  ABBIAMO DISEGNATO QUELLI CHE SECONDO NOI ERANO VIVENTI E QUELLI NON VIVENTI.

NEI VIVENTI ABBIAMO DISEGNATO PIANTE E ANIMALI E NEI NON VIVENTI L'ACQUA, I SASSI E IL SOLE. 






ABBIAMO DISEGNATO IL BOSCO, IN CUI SI POSSONO TROVARE 
TRE STRATI DI AMBIENTE:

- IL PRIMO E' LO STRATO ARBOREO ( DEGLI ALBERI)
- IL SECONDO E' LO STRATO ARBUSTIVO (DEGLI ARBUSTI)
- IL TERZO STRATO E' QUELLO ERBACEO (CESPUGLI, FIORI ED ERBA) 

ERIKA CI MANDATO A CERCARE DELLE FOGLIE CADUTE DAGLI ALBERI, DAGLI ARBUSTI E NELL'ERBA, POI LI ABBIAMO ATTACCATI NELLA PAGINA ACCANTO CLASSIFICANDOLI.



ABBIAMO TROVATO UNA GHIANDA CHE STAVA GERMOGLIANDO, POI DEI FIORI GIALLI CHE CONTENGONO UN LIQUIDO BIANCO "VELONOSO"


ERIKA CI HA MOSTRATO IL SOTTOBOSCO DOVE SI VEDONO LE RADICI DEGLI ALBERI, PICCOLI INSETTI. 
POI CI HA SPIEGATO COSA SONO IL SOTTOBOSCO E LA LETTIERA .

LA LETTIERA E' UNO STRATO DI FOGLIE ED ERBA SECCA, RESTI DI ANIMALI E TERRA,
IL SOTTOBOSCO E' L'INSIEME DELLE PIANTE E DEGLI ARBUSTI CHE CRESCONO NEI BOSCHI SOTTO GLI ALBERI DI ALTO FUSTO





POI CAMMINANDO ERIKA HA VISTO UNA PIETRA E L'HA SOLLEVATA. SOTTO C'ERA UNA  LUMACA E SULLA PIETRA C'ERA UN PICCOLO SCORPIONE. APPENA CI HA VISTO HA CERCATO DI SCAPPARE FORSE PER LA PAURA. 


MENTRE CAMMINAVAMO ERIKA HA VISTO DELLE IMPRONTE DI CAPRIOLO


ABBIAMO SENTITO IL CANTO DI ALCUNI UCCELLINI E ABBIAMO USATO UN' APP PER RICONOSCERLI: UNO ERA IL LUI' E L'ALTRO LA CAPINERA.








SIAMO ARRIVATI IN CIMA AL PRATO DOVE DUE ANNI FA ERAVAMO STATI, DA QUI IL PAESAGGIO E' BELLISSIMO! DOPO AVER SCRITTO CI SIAMO ROTOLATI GIU' 





                           


QUANDO SIAMO ARRIVATI IN CIMA A MONTE GENNARO ABBIAMO APERTO LA SCATOLA DEI VIANDANTI E ABBIAMO LASCIATO UN MESSAGGIO


                               


ALLA FINE ABBIAMO FATTO UN GIOCO PER CAPIRE COME FUNZIONA UN ECOSISTEMA.
OGNUNO DI NOI RAPPRESENTAVA UN ELEMENTO DELL'ECOSISTEMA, ED OGNI ELEMENTO HA BISOGNO DELL'ALTRO PER SOPRAVVIVERE.
AD ESEMPIO IL LOMBRICO E' ABBINATO ALLA TERRA PERCHE' LA MANGIA E SI RIPARA,








































































venerdì 11 aprile 2025

IL POPOLO YANOMAMI

 ABBIAMO LETTO QUESTO TESTO E CERCATO INFORMAZIONI:

Abitano nelle foreste pluviali e sui monti al confine tra il Brasile settentrionale e il Venezuela meridionale.

 

Le comunità Yanomami vivono nello yano, una grande casa comune capace di ospitare fino a 400 persone.

 

Lo yano, detto anche sciabono, ha la forma di un grande anello. Al centro c’è un ampio spazio aperto destinato alle danze, alle cerimonie e ai giochi; la circonferenza, invece, è coperta, ed è lì che le famiglie si riuniscono, ciascuna attorno al suo focolare.


Di notte le amache si dispongono attorno al fuoco per scaldare e delimitare lo spazio di ogni famiglia.

Come in molte tribù amazzoniche, le mansioni sono diversificate in base al sesso. Gli uomini cacciano selvaggina come pecari, tapiri, cervi e scimmie, e spesso utilizzano il curaro (un estratto vegetale) per avvelenare la loro preda.
Nonostante fornisca solo il 10% degli elementi nutritivi degli Yanomami, la caccia è considerata dagli uomini la più prestigiosa delle abilità e la carne è da tutti ritenuta un bene prezioso.
Nessun cacciatore mangia la carne dell’animale che ha ucciso, ma la divide tra i familiari e gli amici; in cambio riceverà carne da un altro cacciatore.

Le donne si occupano degli orti dove coltivano circa 60 tipi di piante diverse, che forniscono circa l’80% del cibo. Raccolgono anche noci, crostacei e larve di insetti. Il miele selvatico è molto apprezzato e gli Yanomami ne distinguono 15 tipi differenti.

Sia gli uomini che le donne pescano e durante le battute di pesca comunitarie viene utilizzato il timbò, un veleno molto particolare ricavato da una vite tropicale. Uomini, donne e bambini battono fasci di vite sull’acqua. Il liquido che ne esce stordisce i pesci che salgono in superficie e vengono raccolti con le ceste.

Gli Yanomami hanno un’immensa conoscenza delle piante e ne usano circa 500 tipi differenti per nutrirsi, curarsi, costruire le abitazioni e altri utensili. Provvedono al proprio sostentamento in parte con la caccia, la raccolta e la pesca, ma anche coltivando ortaggi e frutta in ampi orti ricavati nella foresta. Poiché il suolo amazzonico non è molto fertile, ogni due o tre anni gli Yanomami abbandonano il vecchio orto per aprirne uno nuovo.

 

Il mondo spirituale è parte fondamentale della vita degli Yanomami. Ogni creatura, roccia, albero e montagna ha un suo spirito. Qualche volta si tratta di spiriti ostili che attaccano gli Yanomami

 

Come spesso accade ai popoli cacciatori raccoglitori e a chi pratica la coltivazione a rotazione, agli Yanomami bastano meno di quattro ore al giorno per soddisfare tutte le proprie necessità materiali. Il resto del tempo lo possono così dedicare allo svago e alle attività sociali.
Le visite fra le comunità sono frequenti. Tra le numerose cerimonie ci sono quelle che celebrano le raccolte, come i frutti delle palme, e il reahu, un rito funebre con cui si commemora la morte di un individuo.

Gli Yanomami credono fortemente nell’eguaglianza fra le persone. Ogni comunità è indipendente dalle altre e non esistono “capi”. Le decisioni vengono prese attraverso il consenso, spesso dopo lunghi dibattiti durante i quali chiunque può dire la sua.

Il legno della foresta è usato per costruire case, utensili e armi, ma anche come combustibile e per molti altri scopi. Varie specie fibrose sono utilizzate per realizzare corde e fasce, per intrecciare cesti e amache temporanee. Mentre da molte altre ricavano tinture, veleni, medicine, pitture per il corpo, tetti, profumi, droghe allucinogene e così via.

Effettivamente, a parte i prodotti degli orti, il cotone, la selvaggina, i pesci e, attualmente, qualche manufatto esterno come tegami e coltelli, virtualmente ogni cosa che gli Yanomami utilizzano proviene dalle piante della foresta.

Certo, questa parte del loro sapere è fondamentale per i cacciatori e per tutte le attività di raccolta.

Per esempio, sanno quali sono gli alberi che, una volta caduti e in fase di decomposizione, ospitano larve d’insetto commestibili (a volte gli Yanomami li fanno cadere deliberatamente a questo scopo). Conoscono le specie che nutrono la popolazione dei bruchi commestibili in certi periodi dell’anno, e quali sono i fiori preferiti dalle numerose specie di api da miele selvatico che loro riconoscono.

Tuttavia, non è solo una conoscenza utilitarista: gli Yanomami sono grandi osservatori della natura e nel corso di tutta la vita continuano ad accumulare conoscenze sulle complesse relazioni tra piante e animali, sulla base delle proprie esperienze dirette.

 

10 DOMANDE SUGLI YANOMANI

 

1 Dove abitano gli Yanomami?

2 Come si chiama la loro grande casa dove vivono tante persone insieme?

3 Quante persone circa possono vivere in una casa Yanomami?

4 Cosa fanno gli uomini Yanomami per trovare da mangiare?

5 Le donne Yanomami cosa coltivano nei loro orti?

6 Oltre alle piante coltivate, cosa raccolgono le donne nella foresta?

7 Come fanno gli Yanomami a prendere i pesci nel fiume? Usano qualcosa di speciale?

8 Gli Yanomami conoscono tante piante? Per cosa le usano?

9 Credono che le montagne e gli alberi abbiano uno spirito?

10 Cosa fanno gli Yanomami quando non devono cercare cibo o lavorare?


ABBIAMO CERCATO DI CAPIRE COME E' FATTO UNO YANO, LO ABBIAMO IMMAGINATO COSI':



















IN QUESTO VIDEO, PREPARATO DALLA MAESTRA PAOLA , ABBIAMO POTUTO VEDERE COME E' IN REALTA':


https://spark.adobe.com/page/oL9CALNVyRt4x/?authuser=0

domenica 6 aprile 2025

PILLOLE DI PRIMO SOCCORSO 27 MARZO

 GIOVEDI' 27 MARZO E' VENUTA CRISTINA , INFERMIERA DI PRONTO SOCCORSO ALL'OSPEDALE DI BAZZANO, CHE CI HA RACCONTATO COME COMPORTARCI  IN SITUAZIONI DI EMERGENZA  A SCUOLA O A CASA . 

CRISTINA CI HA RICORDATO CHE BISOGNA SEMPRE CHIAMARE UN ADULTO!

MA PUO' ESSERCI LA NECESSITA' DI CHIAMARE UN NUMERO DI SOCCORSO.

UNA VOLTA C'ERA IL 112, IL 113, 115, 118 

UN NUMERO DIVERSO PER OGNI BISOGNO,

ORA INVECE C'E UN NUMERO UNICO 

PER TUTTE LE EMERGENZE 

IL 112


COSA PUO' SUCCEDERE?






























GRAZIE  CRISTINA!